Poligoni
Partiamo da triangoli e quadrati.
Tutto è iniziato così…
Nel luglio 2018 la Maestra Ami pubblicò sulla sua pagina Facebook un post dedicato alla storia Il paese dei quadrati di Francesco Tonucci. L’aveva raccontata con il kamishibai, accompagnandola con illustrazioni realizzate da lei stessa. Quelle immagini – insieme alla potenza semplice e profonda della storia – mi colpirono così tanto da diventare, nell’estate del 2023, lo spunto per creare un mio video, che poi ho condiviso su YouTube.
Piccola parentesi: il tempo vola davvero. Ora i miei alunni sono alla fine della quarta e più volte mi sono ripromessa di scrivere questo post per fissare un percorso che porto nel cuore e che rischiava di perdersi nel vortice delle mille cose che facciamo noi insegnanti. Perché, oltre a insegnare, siamo anche mamme, papà, compagni, organizzatori domestici, incastratori di impegni… e le giornate da 24 ore non bastano mai.
Inserisco qui anche il link alla pagina della Maestra Ami, nel caso vogliate seguirla: merita davvero!Come ho lavorato in classe
Abbiamo guardato il video più volte, a piccoli spezzoni, per dare ai bambini il tempo di osservare, riflettere, cogliere dettagli. Ogni volta chiedevo loro di disegnare i momenti più significativi e di aggiungere una breve didascalia: un modo semplice per fissare la storia sul quaderno e, allo stesso tempo, per esercitare la capacità di sintesi.
In una lezione abbiamo rappresentato il Paese dei Quadrati: rigore, ordine, uguaglianza.
Nella lezione successiva, lo stesso procedimento per il Paese dei Triangoli: varietà, vivacità, differenze.Un fiume divideva i due paesi. Lo abbiamo disegnato, naturalmente, ma soprattutto lo abbiamo interpretato: un confine che separa, ma anche un ponte possibile. Da qui è nata la riflessione sulle conoscenze che si scambiano, sulle trasformazioni che avvengono quando due mondi si incontrano. Il matrimonio, la nascita dei figli… e la scoperta che cambiare non significa perdere sé stessi, ma arricchirsi.
Una nota pedagogica importante
Tonucci utilizza un lessico matematico preciso, ma inserito in un contesto narrativo. Questo permette ai bambini di assorbirlo in modo naturale, proprio come avviene nell’apprendimento della lingua madre.
È il principio che Stephen Krashen descrive così bene: quando il linguaggio è significativo, emotivamente coinvolgente e contestualizzato, l’acquisizione avviene quasi spontaneamente.E infatti, ascoltando la storia, i miei alunni hanno interiorizzato espressioni come:
"I quadrati sono tutti uguali, seri, retti, insomma gente quadrata... "
"I triangoli sono sono allegri e diversi tra loro, alcuni più acuti altri più ottusi. "
Senza spiegazioni frontali, senza definizioni da memorizzare. Solo ascolto, immaginazione, partecipazione.
A questo link trovate il libro in pdf di Tonucci.

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